Il parto

“Non vi è alcuna esperienza che possa tener testa alla forza del primo contatto tra i genitori ed il loro bambino. Essere parte di questa esperienza come madre e come padre, significa partecipare a uno dei rari miracoli della vita. Il flusso di amore che si viene a formare tra madre, padre e bambino è un’emozione palpabile che li accompagnerà per tutta la loro esistenza.” (A. Giustardi 2012)
 
Con il termine “bonding” si indica il processo tramite il quale il bambino e il genitore creano un legame, una connessione, un’intimità fra loro. Il bonding è un dialogo, un’esperienza fisica, emozionale, ormonale e relazionale tra madre, bambino e padre, un percorso articolato e complesso che inizia nel periodo pre- natale, si consolida alla nascita e continua durante il primo anno di vita. Molteplici variabili influiscono sul suo divenire: l’ambiente, le caratteristiche genitoriali, il tipo di parto, lo stato di salute della mamma o del bambino.
Numerose ricerche hanno messo in evidenza come sia possibile favorire il bonding. Tra i vari metodi di fondamentale aiuto è il “contatto pelle a pelle” ovvero la procedura che consiste nel lasciare, nelle ore successive al parto, il neonato ancora nudo fra le braccia della mamma. Questo perché le primissime ore dopo il parto sono il periodo più sensibile per lo stabilirsi di un rapporto intimo e profondo in cui la madre e il bambino si sintonizzino in un dialogo che inizia dal corporeo e si sviluppa in un linguaggio unico, specifico per quella coppia. E’ stato, infatti, dimostrato che se nelle prime ore dopo il parto il neonato viene tenuto a contatto pelle-pelle con la mamma la conoscenza di entrambi sarà facilitata, innescando una relazione potente e intima, che permette alla diade di riconoscersi e ritrovarsi al di fuori dell’utero e costruire un senso di appartenenza reciproca.

 

DALLA DIADE ALLA TRIADE
La presenza paterna influenza la relazione diadica madre bambino, ma anche come la relazione padre bambino influenza il comportamento materno e quella padre madre il comportamento del bambino.
La coppia padre-madre risulta in equilibrio fra stabilità e cambiamento dipendendo da fattori processuali specifici: in particolare la disponibilità reciproca a lasciare indietro le forze generatrici, che hanno dato ad entrambi quella particolare visione del mondo ed attitudine comportamentale, per assumere nuovi punti di vista derivanti dall’accoppiamento fra i due. La nascita del figlio è, in questo senso, una “cartina tornasole” fondamentale: la capacità dei tre di risuonare sincronicamente, senza deludere le aspettative delle famiglie di origine, ma differenziandosi da esse in modo equilibrato è, per il modello sistemico, il compito di sviluppo più importante, il cui non ottemperamento porta la base di profonde ferite psicosomatiche e relazionali.
Al clinico sta dunque il difficile compito di valutare e focalizzare l’attenzione su un singolo elemento, mantenendo una visione globale sulla complessità dei fenomeni con cui si esprime il particolare che in quel momento si sta esaminando.

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